Slic3r 1.2.5 experimental is out!

Il nostro instancabile Alessandro ha appena rilasciato la versione 1.2.5 di Slic3r!

Moltissime le novità tra le quali la possibilità di ruotare i pezzi lungo tutti gli assi, un anteprima 3d fighissima degli STL e molto altro ancora! Grazie Ale!

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Relazione sul Kinect

Nicola Giardini, Federico Papi e Alessandro Sorri di www.proteomed.it hanno recentemente pubblicato uno studio sulla scansione tridimensionale tramite Kinect MS, analizzando potenzialità e limiti.

Il documento lo potete scaricare da qui: Sistemi di scansione

kinect-fusion-sdk-3d-scanning

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RepRap: quali rivenditori per l’elettronica?

Una delle domande che ricorre più spesso nel forum RepRap Italia è dove comprare i vari pezzi per la stampante. Le componenti meccaniche io consiglio di reperirle presso negozi specializzati della vostra zona, a meno che non abbiate già esperienza nel campo della meccanica e sappiate esattamente cosa andate a comprare in rete. L’elettronica invece per ora è solo reperibile on-line o in un ristretto numero di negozi nelle maggiori città: quindi da chi comprarla?

Premetto che se andrete usare board basate su Arduino, quest’ultima è facilmente reperibile anche nei più sforniti negozi di elettronica e personalmente preferisco spendere 5 euro in più, che andranno a finanziare il progetto (ed il negoziante locale), piuttosto che comprare la solita board clone made in Cina (sulla cui qualità ce n’è da discutere).

Dopo parecchie prove, frustrazioni (sono io incapace o è la board che fa schifo?) ho trovato due fornitori:

  1. RepRap Discout che mi fornisce la Ramps 1,4, i driver, ed il pannello LCD
  2. Lulzbot che mi fornisce i motori e gli endstop. Entrambe queste componenti si potrebbero prendere anche da altri fornitori, ma siccome prendo il loro estrusore, risparmio sulle spese di spedizione.

RepRap Discount: la loro sede è a Hong Kong e spediscono con Fedex e qui c’è l’unico problema con questo fornitore. I costi del corriere sono di 25 dollari ed il pacco potrebbe essere intercettato dalla dogana dove ci aggiunge l’IVA. In compenso il pacco è ben fatto, con abbondante imballaggio antiurto e la consegna avviene entro 5 giorni lavorativi (in un occasione mi è arrivato dopo 2 giorni).

Vediamo come si presenta il materiale:

Materiale RepRap discount

La scheda elettronica, il pannello LCD ed i driver sono all’interno di un ulteriore custodia in plastica avvolti nel pluriball. Inoltre comprensiva nel prezzo della ramps c’è anche tutta la cavetteria necessaria e già cablata con i molex, che generalmente negli altri siti viene fatta pagare a parte.

La Ramps: l’elettronica è di ottima fattura, la scheda è già dotata di tutti i PIN utilizzabili (quindi se volete aggiungere il pannello LCD non dovete star li a perdere tempo a saldarli perché mancanti) e sono perfettamente perpendicolari al PCB, cosa non sempre scontata. È presente il famoso diodo per l’alimentazione dell’Arduino, quindi basta alimentare la RAMPS senza ulteriori sorgenti; tutto è perfettamente predisposto per l’autonomus printing. Il Mosfet del D8 (quello per il piano scaldato) è dotato di dissipatore per prevenire le rotture da surriscaldamento e le entrate di alimentazione sono estraibili, cosa molto pratica quando si vuole fare manutenzione o sostituzioni. Oltre alla cavetteria è incluso anche il modulo per la micro SD:

DSC04133 DSC04135 DSC04137Il pannello LCD: anche questo è dotato della pratica confezione in plastica, la qualità generale è molto elevata e sono presenti i zoccoletti di innesto alla RAMPS. Quindi non sono necessarie saldature e perdite di tempo varie, lo si toglie dalla confezione e lo si installa. Nella confezione è  presente anche una SD da 8GB (prima era da 4, penso che le aggiornino man mano che le esauriscono).DSC04138

I Driver: anche qui viene confermata la qualità e vengono forniti con il loro dissipatore ed anche con il collante necessario! Una cosa che mi ha stupito è che sono già tarati nelle impostazioni ottimali fornite dal produttore; scarti, inserisci e stampi!

DSC04139La cavetteria: la foto dice tutto.

DSC04140I motori: come anticipato sopra, per questi mi rifornisco da LulzBot. Sebbene la loro sede sia negli USA, riesco a spedire dal Regno Unito, quindi i costi di spedizione non sono particolarmente elevati e sopratutto non c’è il rischio delle tasse doganali. Ogni singolo stepper è dotato della sua confezione e relativo imballo, ma la cosa principale è che l’asse è fresato. Questa lavorazione permette ai nostri grani una migliore presa sull’asse diminuendo il rischio che le pulegge o ingranaggi slittino:

DSC04141 DSC04146Il materiale che vi ho indicato ovviamente costa leggermente di più rispetto a molti shop online o venditori su Ebay, ma la qualità, il materiale in più fornito (lettore sd, cavetteria, scheda SD) e il servizio clienti, vi faranno risparmiare un sacco di tempo e frustrazioni.

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3D Printing Creative: the makers magazine

In questi giorni trovate in edicola 3D Printing Creative una rivista dedicata al mondo della stampa 3D e della prototipazione rapida in generale. Purtroppo ho dovuto passare un bel po’ di rivendite prima di trovarlo:

3D printing creativeSi tratta di un bimestrale (quindi il prossimo numero uscirà a settembre) edito da New Business Media Srl, dal costo di 4 euro. Il sito di riferimento è www.3dprintingcreative.it, dove potrete ritrovare anche alcune notizie pubblicate ed è composto da un centinaio di pagine con circa una 40ina tra articoli, interviste e notizie brevi.

La carta di stampa è buona ed anche l’impaginazione è molto accattivante e ben strutturata; buone sono anche le fotografie e gli articoli/interviste che si alternano a notizie “flash”, in modo da non rendere pesate la lettura. Ovviamente sono presenti delle inserzioni pubblicitarie, ma non in modo invasivo come in altre riviste.

Passando ai contenuti, dividerò l’analisi in tre parti: cosa mi è piaciuto, cosa non mi è piaciuto, cosa avrei gradito leggere.

Cosa mi è piaciuto:

Molti articoli sono incentrati su aziende che hanno fatto della stampa 3D il loro core business; l’aspetto interessante è come lo stesso principio tecnologico è stato applicato a diverse esigenze aziendali da cui prendere ovviamente ispirazione per i nostri esperimenti casalinghi (come ad esempio la stampa di cibo). Ci sono approfondimenti relativi anche a campi sperimentali, come ad esempio quello medico; ben fatto ed esaustivo l’articolo sui materiali per le macchine FDM e la panoramica sulle varie tecnologie additive ora disponibili.

Anche le notizie flash, oltre ad alleggerire la lettura, forniscono molte idee interessanti ed alternative.

Cosa non mi è piaciuto:

Ci sono ben tre articoli sui FabLab; ovviamente è bello che si sia trattato l’argomento, ma tre articoli li trovo eccessivi, dato che erano anche un po’ ripetitivi (letto uno, letti tutti). Secondo me potevano starci tutti e 3, ma invece che fare una presentazione generica, avrei chiesto: voi con le stampanti 3D al FabLab di Parma cosa ci fate? Che progetti avete in piedi? Progetti futuri? Stessa cosa per i FabLab di Roma. Quindi mettere un po’ di carne al fuoco.

La recensione: a Pag. 94 c’è un articolo sulla famosa Hamlet3DX100 commercializzata da una nota catena di rivenditori d’elettronica. Mentalmente penso, “finalmente un articolo che analizza come funziona”, problemi, un voto sulla qualità/prezzo (anche con la prospettiva di articoli futuri simili nei prossimi numeri). Purtroppo le mie speranze sono velocemente vanificate, perché sembra di leggere direttamente la descrizione che si trova nel web.

Sono presenti articoli anche sui vari software, ma oltre a dire fa questo, fa quello, non c’è un approfondimento o un minitutorial che possa guidare il lettore nei primi passi all’utilizzo.

Cosa avrei gradito leggere:

Sicuramente una recensione fatta bene delle varie tipologie di stampanti 3D che il mercato offre; ovvio non penso che allo stato attuale la redazione possa farsi spedire in sede una Fortus 900mc della Stratasys per eseguire dei test, ma magari inviare ai vari centri di stampa un modello di test e sulla base di quello e dei dati macchina, fare un raffronto non sarebbe una cattiva idea.

Qualche mini tutorial sui programmi per la gestione delle stampanti o degli scanner 3D lo avrei trovato molto interessante; ovvio alcuni software sono legati alla macchina, ma c’è un mondo di soluzioni più o meno OpenSource, che potrebbero occupare tranquillamente i prossimi 10 numeri della rivista.

Conclusioni:

In linea di massima i 4 euro li vale; di certo non è una rivista prettamente tecnica e spero che nei prossimi numeri osino un pochino di più, analizzando più nel dettaglio alcuni aspetti riportati sopra.

 

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Slic3r: eseguire script post generazione G-Code

È stata possibile la realizzazione di questo articolo grazie all’aiuto di Michele Beltrame di ItalProesperto di programmazione in Perl oltre che fervente sostenitore dell’OpenSource. Ovviamente sono state fondamentali le indicazioni fornitemi dall’ineguagliabile Alessandro Ranellucci. Questa guida prende spunto da questa pagina: http://manual.slic3r.org/PostProcessingScripts.html

Slic3r, tra le tante opzioni disponibili, ci permette di eseguire degli script dopo l’elaborazione del nostro G-Code; il programma ci fornisce questa possibilità in modo da poter modificare il codice in base alle nostre esigenze. Ciò si rileva estremamente utile, poiché andare a modificare il codice sorgente di Slic3r non è una cosa semplice per chi non ha dimestichezza con la programmazione.

Lo script può essere scritto in un qualsiasi linguaggio, ma siccome abbiamo già tutto pronto per Perl, conviene usare direttamente quello.

Prima di tutto doppiano dire a Slic3r che script eseguire. Andiamo su Print Settings –> OutPut Option –> Post porcessing Script

Qui dobbiamo inserire il percorso del nostro file:

  1. se siamo sotto linux il percorso sarà simile a questo:  /home/mio_utente/cartella_dove_ho_salvato/./script.pl      Ricordiamoci che bisogna anteporre ./ prima del nome dello script
  2. Se siamo sotto windows:
    C:\percorso_file\script.pl

Ora procediamo a scrivere il nostro codice; dovendo rielaborare di fatto un file di testo, la funzione principale che deve eseguire è quella di cercare una stringa e sostituirla con un altra. Questo può tornare utile ad esempio se vogliamo che la stampante esegua un determinato comando un layer si ed uno no, oppure dopo un determinato numero di layer, oppure al cambio di estrusore. Di possibili motivazioni ce ne sono molte.

Iniziamo:

#!/usr/bin/perl -i

use strict;
use warnings;
use utf8;

l’opzione -i permette di eleborare più facilmente il G-Code mentre le restanti righe servono per dichiarare le tre librerie elencate.

$^I = '.bak';

questa serve se stiamo lavorando con Windows, altrimenti sotto linux è superflua.

while (my $riga = <>) {
    $riga =~ s/La_stringa_da sostituire/Il_mio_primo_comando\
Il_secondo_comando/g;
    $riga =~ s/La_stringa_da sostituire2/Il_mio_terzo_comando/g;
print $riga;
}

Il while serve a fare un ciclo in modo da leggere tutte le righe del G-Code;

$riga =~ s/……./ va a definire una variabile stringa; La_stringa_da sostituire è l’elemento da sostituire, mentre Il_mio_primo_comando è l’elemento sostitutivo. L’ultimo comando deve essere seguito da /g;

Ricordatevi che se volete inserire più di un comando, la sintassi del G-code vuole che siano incolonnati a capo, e quindi dopo ogni istruzione va inserito il carattere \

Se abbiamo un po’ di confidenza con la programmazione potremmo arrivare ad implementare istruzioni veramente interessati, che fanno uso di IF o altri sistemi.

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