#UdineSmart

Giovedì e venerdì 6-7 dicembre sarò presente a UdineSmart. Parteciperò con un talk di 5 minuti dove parlerò dei FabLab.  Per chi fosse interessato, porterò con me anche la MendelMax; io sarò tutti i due i giorni presso il cinema “Visionario”

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Di futuro ce n’è tanto

Venerdì 9 novembre ho partecipato assieme al gruppo degli “ITCrowd”, conosciuto anche come quello degli “Informatici”, composto da me, Marco Basaldella, Nicola Gigante e Marco Sanfilippo, al dibattito “Di futuro c’è né tanto” presso l’evento fieristico di Pordenone “Punto d’incontro”.

Lo scopo dell’iniziativa era di raccogliere la visione di futuro da parte di alcuni gruppi di studenti universitari provenienti da diversi atenei del Triveneto e da diverse facoltà, coordinati da un consulente di management sul tema delle possibili visioni del futuro da qui a 20 anni.

Noi ovviamente abbiamo analizzato una visione tecnologica e dopo un analisi del passato e del presente, abbiamo dato la nostra visione del futuro. Ha iniziato Marco prevedendo:

  • morte del silicio;
  • avanzamento dei cloud service;
  • maggiore interoperabilità tra in vari device;
  • problemi legati alla proprietà dei dati e tutela della privacy;

Poi è stata passata la parola a me, dove ho analizzato come negli ultimi 20 anni si ha avuto sempre di più una dematerializzazione delle informazioni (Mp3, ebook, etc) ed attualmente le stampanti 3D permettono anche la libera condivisione degli oggetti tramite i loro progetti.

La mia visione di futuro è che tra 10 anni, complice un abbassamento dei costi, le stampanti 3D si troveranno in tutte le aziende manifatturiere, ma la vera sfida tra 20 anni sarà in campo biomedico, dove grazie alle cellule staminali si potranno “stampare” degli organi.

Prevedo anche un evoluzione della grande distribuzione ed una crisi del modello che conosciamo oggigiorno; già Amazon vende di tutto e te lo spedisce a casa in tempi rapidissimi, ma per ora alcune cose, quali vestiti e scarpe, sono difficilmente comprabili via internet. La mia visione è che non ci saranno più grandi magazzini, ma semplicemente un camerino con scanner biomedico che rileverà le nostre misure e poi grazie a visori 3D potremmo vedere dal catalogo tutti i vestiti ed accessori che vogliamo direttamente sul modello del nostro corpo (avremo finalmente una risposta sincera e spietata alla domanda “come mi sta dietro?”). Il negoziante non sarà più semplicemente un commesso che va a sistemare ed ordinare la merce (ovviamente mi riferisco ai grandi megastore), ma sarà un consulente che fornirà indicazioni al cliente. Grazie ai parametri biomedici ed ad una logistica avanzata, il vestito potrebbe letteralmente essere cucito su di noi, con eventuali personalizzazioni su colori, etc. e tranquillamente spedito a casa.

Qui potete trovare la nostra presentazione e di seguito il video.

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RepRap: caricare il firmware

In questo tutorial spiego come caricare il firmware sulla nostra scheda elettronica e come procedere per le configurazioni di alcuni settaggi di base. Inizio con il ringraziare Lorenzo Cantini di Kent’s Strapper per tutto l’aiuto fornitomi.

Prima di tutto dobbiamo scaricare il firmware; io suggerisco di scegliere tra:

  • Sprinter che potete trovare qui
  • Marlin che potete trovare qui

Tra i due io prediligo il primo; sebbene sia meno evoluto stampa decisamente meglio sia i perimetri che il riempimento. Mentre il punto di forza di Marlin è la possibilità di supportare il lettore SD e il pannello LCD; comunque i settaggi di base sono praticamente identici tra i due. La maggior parte delle schede elettroniche che gestiscono al RepRap si basano su Arduino, quindi il prossimo programma da procurarsi è il compilatore. Per gli utenti Ubuntu lo potete tranquillamente trovare nel “Software Center”, mentre gli altri possono scaricarlo dalla pagina ufficiale.

Colleghiamo la nostra scheda all’uscita USB e, se lo abbiamo in dotazione, anche il suo l’alimentare (o equivalente). Ora avviamo il programma che troviamo nel percorso Applicazioni->Elettronica->ArduinoIde. Prima di caricare il firmware dobbiamo selezionare la nostra scheda arduino. Quindi andiamo su Tools-> Board e selezioniamo la nostra dal menù a tendina. Leggendo in qualche forum viene riporato che alcune volte la scheda non si connette con la giusta tipologia. Bisogna impostare alla voce Board altre tipologia di scheda ed andare a tentativi; non è la cosa migliore che possa capitare, ma funziona…

Adesso carichiamo il file Marlin.pde (o Sprinter.pde) che troviamo all’interno della cartella che abbiamo scaricato, File->Open.

Il compilatore andrà ad aprire tutti i file che compongo il firmware compresi i file di configurazione. Noi ci spostiamo nel file “configuration.h” e iniziamo ad analizzare alcune voci. La prima  è

#define BAUDRATE 115200

Questa voce corrisponde al numero di simboli al secondo che caratterizzano la comunicazione tra la stampante ed il PC. Possiamo scegliere tra 115200 e 250000. Ovviamente più è alto è il numero e migliore è la comunicazione, specialmente per quanto riguarda la lettura dei sensori; la cosa importante è segnarsi questo numero perché dovrà essere impostato successivamente sul programma di gestione della stampa.

La prossima voce

#define MOTHERBOARD N_scheda

serve ad impostare il modello di scheda elettronica che utilizziamo. Appena sopra questa linea c’è l’elenco di tutte le schede con affiancato il numero identificativo. Nel mio caso ho impostato 33 per la Ramps 1.4.

Proseguendo ci imbattiamo in

#define INVERT_X_DIR false
#define INVERT_Y_DIR false
#define INVERT_Z_DIR true
#define INVERT_E0_DIR false
#define INVERT_E1_DIR false
#define INVERT_E2_DIR false  

// ENDSTOP SETTINGS:
// Sets direction of endstops when homing; 1=MAX, -1=MIN
#define X_HOME_DIR -1
#define Y_HOME_DIR -1
#define Z_HOME_DIR -1

Il primo blocco di parametri serve ad invertire la direzione dei motori; basta cambiare i valori da false a true e viceversa. Può tornare utile quando abbiamo delle stampanti con configurazioni particolari. Un altro trucco per invertire il passo è invertire i fili rosso-nero e blu-verde, ma è meglio procedere via software e mantenere i collegamenti scheda-motore il più chiari possibili.

Il secondo blocco invece va a definire la posizione degli endstop, ed in pratica dove desideriamo definire la “Home” dell’estrusore all’avvio della stampa; qui i parametri sono 1 e -1. Se avete una prusa come me, quelli sopra sono i parametri corretti.

Ora arriviamo alla parte più importante e complessa: dobbiamo definire il numero dei passi per spostare di un millimetro l’estrusore nei vari assi. Siccome il calcolo non è semplice e bisogna avere alcuni accorgimenti, lo tratterrò in un post a parte. Per ora vi indico solo la linea di codice da modificare:

#define DEFAULT_AXIS_STEPS_PER_UNIT   {13000/195, 13000/195, 3200/1.25, 645}

Dove i quattro numeri vanno a definire asse X, Y, Z ed Estrusore. Nelle righe immediatamente successive troviamo

#define DEFAULT_MAX_ACCELERATION      {5000,5000,50,5000}

Questi sono i valori dell’accelerazione massima. Consiglio di abbassare quello dell’estrusore (sempre il quarto) perché un accelerazione troppo elevata crea delle sbavature all’inizio dell’estrusione, quindi specialmente sui perimetri.

Una volta configurati tutti i parametri non ci resta che salvare, compilare e caricare il firmware.

Per salvare

Per compilare

e caricare

Aspettiamo qualche secondo e la nostra scheda sarà pronta.

Vi ricordate il valore di Baudrate che vi ho detto si segnarvi? Una volta avviato PrintRun dovete inserirlo nell’apposita casela e poi cliccare su connetti. Se abbiamo fatto tutto per bene, la nostra stampante sarà collegata e funzionante.

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