Heated Bed, il piatto di stampa per la RepRap

L’HeatedBed, letteralmente il “letto riscaldato” è la base su cui si va a depositare la plastica estrusa. Se utilizziamo alcuni materiali come l’ABS è bene che questo piatto sia scaldato, sia per evitare rapide contrazione della plastica a contatto con una superficie fredda, sia per agevolare l’asportazione del nostro oggetto una volta ultimata la stampa.

Come per il precedente articolo sull’estrusore, vedremo come realizzarne uno in casa e se conviene o meno rispetto ad uno già pronto.

Il materiale che ci serve è:

  • Una piastra di alluminio da almeno 3 mm. La potete trovare al Brico oppure in internet: http://stores.ebay.co.uk/Forward-Metals-Ltd/_i.html?_fsub=17853190
  • 9 resistenze da 12 Ohm 15 W corazzate, codice RS 160-449 oppure qui
  • 1 resistenza da 1 KOhm (opzionale)
  • 1 led verde (opzionale)
  • 1 termistore NTC 100 KOhm
  • viti M3, io le ho recuperate da una morsettiera facilmente trovabile dal ferramenta
  • cavo elettrico resistente ai 15 A, ferramenta

Io ho preso ispirazione da questo progetto, ma utilizzando la scheda elettronica RAMPS 1.4, ho potuto fare a meno dei mosfet, che costano anche parecchio.

Lo schema elettrico è molto semplice:

Circuito elettrico heated bed

 

Si vanno a fissare le resistenze con le viti direttamente sulla piastra d’alluminio.

Ricordatevi che su questa poi andrà appoggiata la lastra di vetro e quindi non potrete usare dadi; per risolvere questo inconveniente ho forato la lastra ed ho provveduto a filettare i fori. Una volta fissate le resistenze ho livellato con la flessibile:

Heated Bed lato inferiore

 

Heated Bed lato superiore

Come ho scritto nell’elenco dei materiali il Led ed la relativa resistenza sono opzionali e servono solo per vedere quando il circuito sta alimentando o meno.

Ora ci resta solo da fissare il termistore; io ho semplicemente utilizzato del nastro di kapton e non mi ha dato nessun problema. Una cosa a cui bisogna prestare particolare attenzione è la posizione di fissaggio della sonda. Infatti da come potete vedere dalla precedenti foto, l’ho messa più o meno equidistante da due resistenze, ma ho riscontrato un problema. Infatti l’onda termica impiega un tempo non nullo per raggiungere il termistore e quindi il circuito scatta a 5 gradi in più dell’impostazione. Per ovviare a ciò basta collocarla più vicina al resistore.

Rilevamento temperatura heated bed

 

ATTENZIONE: se andiamo a calcolare la resistenza equivalente del circuito, essa ci risulta di circa 1.35 Ohm ed essendo alimentata a 12 volt avremo una corrente di ben 9 Amper! Ciò comporta che il Mosfet di alimentazione incomincerà a dissipare una notevole quantità di calore che potrebbe portare a danni irreparabili sul circuito. Quindi oltre ad installare dei dissipatori sia attivi che passivi è bene portare il piatto a temperatura con step successivi di 5 gradi ed avere una bomboletta di aria compressa per raffreddare rapidamente il mosfet in caso di bisogno. Altrimenti si rischia questo:

Morsettiera danneggiata

 

Conclusioni:

tra la possibilità di realizzarsi in casa il piatto scaldato o comprarlo, nel caso non abbiate uno scopo didattico, conviene sia a livello economico che di sicurezza comprarne uno già fatto. Lo potete tranquillamente comprare qui.

 

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9 pensieri su “Heated Bed, il piatto di stampa per la RepRap

  1. Pingback: RepRap come disaccoppiare l’alimentazione di potenza da quella elettronica | Ivan Bortolin World

  2. Pingback: RepRap: alimentatore del PC o dedicato? | Ivan Bortolin World

  3. Ciao Ivan.

    Premetto che non me ne intendo di elettronica… si possono usare anche le resistenze in ceramica (a patto che abbiano le stesse varatteristiche) o vanno bene solo quelle corrazzate?
    Pensavo addirittura di fissarle con mastice refrattario…

    Un saluto

    Salvatore

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    • Sinceramente non saprei se vanno bene. Io ho usato le corazzate per avere una migliore trasmissione del calore dalla resistenza al piatto. Sul fissaggio io preferisco delle viti perché sono più stabili e creano meno spazi vuoti tra la resistenza ed il piano… cmq come ho scritto nell’articolo, se non ha esigenze particolari ti conviene comprare il piatto già fatto…

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  4. Pingback: RepRap: vinavil e piatto di stampa. | Ivan Bortolin World

  5. Ciao, ho un problema con il mio heatbed, la stampante l’ ho appena assemblata, tutto sembra funzionare, ma la temperatura del piano di stampa parte da -14° ed anche quando raggiunge temperature elevate mi segna circa 10°.
    Ho fatto la prova a togliere il termistore e Repetier mi segna una temperatura di -60° circa.
    La scheda è una MELZI v.2.0 la stampante una tricolor Mendel il firmware caricato è questo:

    https://github.com/reprappro/Marlin/tree/multimaterials

    Non capisco perchè mi dia valori negativi, può essere un problema di termistore o è la scheda che ha problemi?
    Ciao

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  6. Molto Interessante anche se ho gia un PCB riscladante da 200×200
    e uno a 200×300 ed avendo modificato al massimo della R2 311×240
    questa soluzione mi consente di farmi il piano fuori standard
    Domanda con 9 10 resistenxe a che temperatura ma sei arrivato ?
    E in quanto tempo la raggiunge

    Grazie

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  7. Sto preparando un heated bed con un piatto da 30x 30 cm spessore da 3mm in alluminio, vorrei un vostro parere sul numero di resistenza da montare , 9 in configurazione 3×3 oppure 12 in configurazione 4×3 e che potenza , dai 120 -140 Wat , il tutto sarà alimentato da alimentatore di pc modficato e stabilizzato con tensione di 12,6 V.

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