Il Tribunale di Pordenone indaga su PN Box

Per chi non lo sapesse PN Box è una WebTv che mette in rete video relativi alle iniziative locali del Friuli e non solo; la maggior parte dei video caricati viene creata dagli utenti stessi, infatti non a caso il sito ha come slogan “la tivù che fai tu”. La piattaforma punta molto sui filmati amatoriali sia per una questione di costi,  sia  per avere una copertura massima del territorio, che altrimenti sarebbe impensabile. Una specie di “Youreporter” locale; quindi una TV partecipativa (tenete bene in mente questo concetto).

Purtroppo il responsabile del progetto, Francesco Vanin, ha un procedimento in corso da parte della Procura della Repubblica del Tribunale di Pordenone perché, pur non essendo iscritto all’ordine dei giornalisti (cosa che abbiamo solo noi in Italia, voluto durante il regime fascista!), ha svolto “attività giornalistica non occasionale diffondendo gratuitamente notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale specie riguardo ad avvenimenti di attualità politica e spettacolo relativi soprattutto alla provincia di Pordenone”. Ovviamente a citare Vanin è stato  l’ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

La domanda che mi sorge spontanea è: in questo preciso istante, scrivendo sul mio blog e caricando i video su youtube, sto esercitando abusivamente la professione di giornalista? Sarò sanzionato fino a 6 mesi di galera per esercizio abusivo della professione in base all’art. 348 del codice penale?

Il web 2.0 che basa le sue radici sulla creazione di contenuti da parte degli utenti stessi (partecipativo), non dovrebbe essere tutelato invece dall’art 21 della nostra Costituzione che cito: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

La sensazione che ho è che nel nostro paese è in corso uno scontro tra vecchie lobby, attaccate a vecchi modelli di business, ed i nuovi sistemi che ovviamente vanno a rodere il mercato di quelli vecchi. Mentre nel resto d’Europa ed in generale nel mondo così detto “occidentale”, i grandi network tendono ad assimilare le nuove tecnologie per stare al passo coi tempi ed inseguire i consumatori nei loro usi, qui si procede legalmente per estromettere dal mercato concorrenti fastidiosi che giocano con regole totalmente diverse.

Questo è solo uno degli ultimi episodi che si sono verificati negli ultimi anni in Italia, volti a limitare la libertà d’espressione tramite mezzo web; ovviamente do totale solidarietà a Francesco Vanin, spero che non si faccia intimidire da questo sistema vetusto e che il procedimento a suo carico si risolva con la sua assoluzione.

Concludo linkandovi questo video intitolato “L’informazione nell’era digitale”, dove argomento dominate era il rapporto dei vecchi media con il web:

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3 pensieri su “Il Tribunale di Pordenone indaga su PN Box

  1. Buongiorno, vorrei solo rassicurare che non ho alcuna intenzione di farmi intimidire, sono psicologicamente preparato e motivato ad arrivare sino alla Corte di Giustizia Europea, sempre se sarà necessario.
    Buona Pasqua.

    Francesco Vanin

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  2. Mi fa piacere saperti combattivo! Se ci sono novità avvertimi che provvederò, nel mio piccolo, a divulgare. In bocca al lupo!

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  3. Pingback: PnBox salva: Vanin assolto | Ivan Bortolin World

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