L’Open Source Ecology mette radici a Pordenone

Dopo molte conferenze, ore di discussione ed idee più o meno realizzabili, finalmente anche a Pordenone verrà presentato il primo progetto inerente all’Open Source Ecology (per chi non sapesse cos’è qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=uyFT8QW08zY)

A presentarlo sarà l’istituto Kennedy di Pordenone, in collaborazione con il Comune di Cavasso Nuovo e la locale associazione dei produttori della cipolla rossa.

L’appuntamento è per questo sabato 21 dicembre presso l’aula Magna dell’istituto dalle ore 10:00 alle 11:30.

Per maggiori informazioni: http://www.itiskennedy.it/component/content/article/147-in-evidenza/362-conferenza-open-source-ecology.html

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GrabCAD: i contest stampabili!

GrabCAD è una startup il cui scopo è di riunire ingegneri, designer e appassionati al fine di collaborare a progetti in 2D o 3D.

La cosa interessante è che oltre a mettere a disposizioni i modelli con licenze open, organizza in collaborazione con aziende anche di livello internazionale, dei contest aperti a tutti, dove sono richiesti abilità, qualità, design e fantasia nel risolvere problemi concreti. Oltretutto i premi non sono le solite targhette commemorative o qualche spicciolo, tipico del costume italico, ma anche premi di 10 mila dollari e sopratutto la possibilità di far valere le proprie competenze con attori di livello internazionale.

Gli ultimi contest inoltre hanno un interessante particolarità: i modelli presentati devono essere stampabili!

Molto interessante è stato Jet Engine Bracket Design Challenge”, concorso sponsorizzato dalla General Electric per riprogettare i supporti dei motori dei jet con stampa 3D (roba da poco insomma). Il 13 dicembre c’è stata la premiazione del contest con vincitore M Arie Kurniawan, di Salatiga (Indonesia) a cui è stato assegnato un premio di ben 7000 dollari.

I restanti 13.000 euro previsti dal montepremi iniziale, saranno invece suddivisi tra i finalisti posizionatisi dal secondo all’ottavo posto.

Al settimo posto si è classificato l’italiano Andreas Anedda, studente del Politecnico di Milano che riceverà un premio da 1.000 dollari in contanti. I dieci migliori progetti sono stati realizzati grazie alla tecnologia dell’additive manufacturing presso lo stabilimento di GE Aviation a Cincinnati, il centro specializzato nello sviluppo di questi nuovi processi. I lavori sono stati poi sottoposti a rigorosi test di carico presso il Global Research Center di GE di Niskayuna. Il collaudo ha verificato la capacità effettiva dei progetti di soddisfare i più severi criteri di selezione, in termini di qualità del prodotto e performance. I supporti di carico svolgono una funzione di fondamentale importanza nel corretto funzionamento del motore del jet: durante le manovre di dispiegamento del velivolo, infatti, dovranno sostenere il peso senza rompersi o piegarsi.

Come non mai è il tempo di investire in competenze legate alle tecnologie 3D. L’industria si sta muovendo in quella direzione e speriamo che anche le istituzioni italiane, a partire da quelle di formazione, si aggiornino alle nuove richieste dell’industria.

Il prossimo contest è Gears of Innovation Challenge. Buona sfida a tutti!

Progetto vincitore del contest Jet Engine Bracket Design Challenge

Progetto vincitore del contest Jet Engine Bracket Design Challenge 

 

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Slic3r: aumentiamo la qualità di stampa con tempi contenuti.

Uno dei parametri per determinare la qualità di stampa è il layer height, cioè lo spessore con cui viene depositata la plastica. In teoria per avere un oggetto identico a quello modellato, dovremmo avere un numero infinito di slices (fette) con uno spessore infinitesimo. Nel mondo reale ciò non è possibile e quindi si introduce un errore dovuto al “campionamento” del volume, cosa che si nota molto sopratutto sulle superfici curve.

Problema di slicingOvviamente più le fette sono sottili e meno risalta questo problema, ma man mano che aumentiamo la risoluzione (diminuendo gli spessori) e più i tempi di stampa aumentano; questo a dilatazione dei tempi di realizzazione purtroppo non ha un aumento proporzionale (es se stampo a 100 micron, impiego esattamente il triplo del tempo impiegato per 300 micron), ma decisamente più alto perché bisogna anche considerare i tempi di traveling ed altri spostamenti del carrello e dell’estrusore.

Per fortuna Slic3r ci permette, con opportune impostazioni, di mantenere una certa qualità di stampa a tempi contenuti; il tutto grazie alla possibilità di realizzare perimetri e riempimenti con spessori differenti.

Nel nuovo Slic3r 1.0.0RC1 nella tab “Print Setting” alla voce “Infill” troviamo l’impostazione “reducing printing time”:

InfillVariando il numero di layer, slic3r genererà un gcode tale che ogni N perimetri viene realizzato un riempimento. Se ad esempio abbiamo impostato come layer height 100 micron, la stampante farà 3 perimetri da 100 micron e poi procederà con un infill da 300 micron. Ovviamente ciò diminuisce i tempi di stampa, mantenendo una qualità elevata al tatto ed alla vista.

Ho stampato due idle del greg extruder: uno con layer height ed infill a 100 micron ed il secondo con layer height 100 micron ed infill a 300 micron; gli oggetti risultano identici, ma il secondo ha impiegato il 4% di tempo in meno. Ho generato il gcode di oggetti più complessi e con parecchio riempimento, e il tempo stimato di stampa mi dava riduzioni anche del 33%.

Idle greg extruder

Torno a complimentarmi con Alessandro Ranellucci per l’ottimo lavoro che ha svolto e per l’enorme contributo che sta dando al progetto RepRap.

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