Video talk Raspberry PI

È disponibile sul canale youtube del PnLug il video dell’OpenTalk “Raspberry PI: il computer tascabile” tenuto da Stefano Morandi.

Durante la serata è stata analizzata questa piccola board e tutte le sue potenzialità, nonché limiti; il tutto accompagnato con esempi pratici e progetti realizzati sia dal relatore che dalla comunità. Un video imperdibile per chi è interessato a questo piccolo PC

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

È nato RepRap Magazine

Sono felice di annunciare la nascita di un magazine On-Line dedicato interamente alle stampanti 3D RepRap ed a tutto il mondo che gli gira attorno.

In questo numero segnalo, molto interessanti, l’intervista a Adrian Bowyer (papà della reprap) e un approfondimento sul software per lo slicing. Buona lettura a tutti!

Sito:

http://reprapmagazine.com/

Reprap Magazine

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)

RepRap: vinavil e piatto di stampa.

La Vinavil e attualmente il migliore rivestimento, se si usa l’abs, per il bed in alluminio poiché ha le seguenti caratteristiche:

  •  facile reperibilità;
  •  costo contenuto;
  •  facile lavorazione;
  • ottima tenuta.

A seguito di moltissime prove ed osservazioni ho concluso che non tutte le marche di colla sono idonee e che inoltre bisogna procedere con una determinata lavorazione al fi ne di ottenere le prestazioni migliori.
Le marche selezionate sono la “Stella Bianca NPC”e la “Pritt” che hanno delle caratteristiche differenti, ma che sommate forniscono le prestazioni
desiderate.

Vinavil
La colla “Stella Bianca” ha un altissima adesione sia con la superficie in
alluminio sia con la plastica fusa; questo comportava un difficile distacco dell’oggetto dal bed con possibili rotture. Invece la colla “Pritt” non ha un elevata adesione all’alluminio, ma ottima per la plastica; ciò comportava delle deformazioni poiché la colla si staccava dal bed durante la stampa.

Il procedimento di lavorazione e il seguente:

  •  pulizia del piatto in alluminio con solventi;
  •  stesura tramite pennello di un primo strato di colla Stella Bianca in direzione X:
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  stesura del secondo strato di colla Stella Bianca in direzione Y;
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  stesura dell’ultimo strato di colla Pritt in direzione obliqua;
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  trattare termicamente il bed con un phon industriale (reperibile nelle ferramenta);

Il bed così trattato ha le migliori prestazioni fino ad oggi ottenute e non necessita dell’heatedbed.

Per rimuovere facilmente tutti questi strati colla, basta immergere la piastra di alluminio in una vasca piena d’acqua; dopo un oretta con l’aiuto di una spatola, si potrà procedere col la rimozione.

Rimozione vinavilOvviamente per ottenere i migliori risultati, la calibrazione del piatto e la distanza del nozzle da esso, deve essere perfetta!

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 4.3/10 (4 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

RepRap: il nozzle da 0,25 mm

Oggi vi riporto l’esperienza di Ivan Battistella con un nozzle da 0,25. Ringrazio Ivan per la disponibilità ed il resoconto che potrebbe tornare utile a chi ha bisogno di più definizione di stampa.

Vi racconto la mia prima esperienza con un Nozzle da 0.25mm. Nel mio kit di montaggio della Prusa i3 era incluso un Nozzle da 0.5mm; dopo le prime stampe mi sono accorto che la risoluzione era insoddisfacente per le mie esigenze.

Visto che dovevo ordinare del nuovo PLA e dell’ABS, ho chiesto a RepRapSource.com (il mio fornitore) se era possibile avere un Nozzle 0.25 (non presente in listino). Gentilmente il personale del portale mi contatta e mi avvisa che il Nozzle esiste, ma di assicurarmi di avere sempre il filamento pulito per un ottimale stampa.

Colgo l’occasione per ridisegnare tutto il sistema di raffreddamento, basato su una ventola, che accompagna il Nozzle; generati e collaudati i nuovi supporti plastici, monto finalmente l’estrusore. Imposto i parametri di slic3r in proporzione rispetto ai miei vecchi parametri per il nozzle 0.5.

Eseguo le prime stampe di taratura con un filamento da 3mm di ABS nero: il classico wall da 20 mm 20 mm.

Mi riesce al primo colpo, e incredibilmente lo spessore della parete è 0.15mm tanto sottile da essere pieghevole.

Tento una stampa più complessa e qui iniziano i problemi: il nozzle si blocca o il perno che trascina il filamento scava un solco su di esso e smette di spingere la plastica. Dopo alcuni tentativi capisco che l’unica soluzione è alzare la temperatura di una 15° di gradi e di ridurre della metà la velocità di stampa (15m/s).

Inizio una nuova stampa, ma è impossibile riuscire ad attaccare il primo layer (0.14mm); tento più volte di tarare l’origine dell’asse Z, ma 0.14 mm sono una risoluzione ai limiti degli strumenti di misura di cui dispongo.

Calibro

Poi mi viene in mente una soluzione semplice ma efficace: inizio una stampa di un rettangolo 50×50 mm e mentre l’estrusore sta stampando i primi layer correggo al volo l’altezza del piano di lavoro in modo che la plastica aderisca bene, anzi forse anche troppo bene!

Ed ecco la mia prima stampa in ABS pronta e completata dopo 4 ore di lavorazione:

Ingranaggio stampato in ABS con nozzle da 0.25 mm

Ingranaggio stampato in ABS con nozzle da 0.25 mm

Purtroppo l’elemento era troppo attaccato al piano e nel cercare di staccarlo si è spezzato (forse ho usato troppa vinavil)

Come si può notare dalla foto alcuni parametri di slic3r vanno ancora coretti (come per esempio l’infill e l’altezza layer): imposto il primo layer a 0.14 mm mentre gli altri a 0.15mm.

Nuovo tentativo, ma questa volta utilizzando PLA:

Stampa in pla con nozzle da 0,25 mm

Il PLA a differenza dell’ABS è più fluido e scorre più facilmente, infatti dopo aver impostato i soliti parametri del nuovo filamento, alzo un po’ la temperatura (bastano pochi gradi) e la prima stampa va a buon fine al primo colpo con una qualità ottima.

Conclusioni:

La risoluzione con Nozzle 0.25mm è ai limiti di tolleranze della mia stampante, con l’ABS è molto difficile eseguire il primo Layer ed alcune volte l’estrusore tende a bloccarsi, mentre con il PLA le cose vanno un po’ meglio e ci sono anche alti margini di miglioramento. Forse le geometrie dell’estrusore sarebbero un po’ da rivedere od utilizzare con un filamento più sottile, infatti con quello da 3 mm la pressione che deve esercitare il motore passo passo è molto elevata e spesso gli step richiesti sono troppo pochi e quindi imprecisi.

Stampa con nozzle da 0,25

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)