Un’idea smart per la gestione dell’acqua.

Il problema idrico in Italia negli ultimi anni si è fatto sempre più presente e costoso; anni di cementificazione selvaggia, sfruttamento eccessivo delle falde, cambiamenti climatici, hanno portato a situazione dove l’acqua abbonda fin troppo (alluvioni) e situazioni dove non ce n’è a sufficienza (siccità).
Molto spesso di legge sui giornali locali di progetti per la realizzazione di bacini di stoccaggio o di casse di espansione utili per regolare i sempre più aleatori flussi d’acqua ed evitare i danni; ovviamente le aree destinate a questa tipologia d’impianti sono sempre meno e dove c’è la possibilità ci si scontra con la comunità locale, che di certe soluzioni, non ne vuole sapere. L’acqua delle lungaggini burocratiche e dei corsi e ricorsi se ne frega e quando deve uscire lo fa senza tanti problemi.
Una possibile piccola soluzione potrebbe essere l’unione della tecnologia Vehicle to Grid con il recupero delle acque grigie e piovane; la prima tecnologia citata consiste semplicemente nell’utilizzare la capacità di accumulo della batterie delle auto elettriche (quando ce ne saranno qualche milione in giro per la nazione) per mitigare i picchi e le penurie di corrente, mentre la seconda è una semplice tanica con un adeguato sistema idraulico, che permette di riutilizzare le acque grigie e piovane per gli sciacquoni e per irrigare il giardino.

L’idea consiste di dotare tutte le costruzioni residenziali e non (tipo allevamenti e industrie) di serbatoi capaci di stoccare sia modeste  che grandi quantità di acqua; tutti questi serbatoi devono essere dotati di una elettrovalvola attivabile a distanza e collegata alla Grid.

Il tutto viene gestito da una centrale operativa di controllo da remoto; se viene prevista un onda di piena oppure un temporale particolarmente forte in una determinata zona, vengono preventivamente fatti svuotare tutti i serbatoi. Il volume che viene a crearsi servirà ad assorbire l’eventuale eccesso di acqua che il sistema fognario non sarebbe in grado di sostenere. Invece di avere un unico grande invaso si avrebbe una distribuzione dei volumi su tutto il territorio.

Altra possibilità è lo stoccaggio di acqua per i periodi di siccità: con opportune strutture idriche si potrebbe portare l’acqua dove ce n’è più bisogno; inoltre il riutilizzo delle acque grigie per gli scarichi e l’irrigazione del giardino (o dell’orto) fa risparmiare moltissima acqua potabile preziosa, che altrimenti andrebbe sprecata.

Io sono un elettronico e dico che un elettrovalvola attivabile da distanza non è per nulla difficile ne costosa; è da valutare se questo sistema potrebbe portare dei benefici dal punto di vista della regolamentazione dei flussi e se sia equiparabile ad uno tradizionale che può stoccare diverse migliaia di milioni di metri cubi d’acqua. Voi cosa ne pensate?

Sistema di recupero acque piovane e grigie

 

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RepRap e la famiglia Cantini al progromma “E se domani” di Rai3

Sabato scorso (5 gennaio 2013) all’interno del programma “E se domani” di Rai3, è stata riportata l’esperienza della famiglia Cantini con le stampanti 3D e quella di Eleonora Ricca con il laser cutter.

Siccome guardare RaiReply con sistemi linux mi fa salire il crimine, ho scaricato e ritagliato il servizio per poi ricaricato su youtube.

P.S: per poter guardare la Rai con sistemi linux seguite la seguente guida, che purtroppo non funziona con tutte le versioni di firefox o ubuntu.

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RepRap: costruire un coupler.

In questo articolo descrivevo le varie caratteristiche dei coupler ora disponibili sia in plastica che in metallo; concludevo consigliando di utilizzare quelli in alluminio disponibili su RepRapWorld e fra poco anche su Kentstrapper.

Ovviamente i veri maker preferiscono fare la maggior parte delle componenti in casa, ma spesso la mancanza di attrezzature e materiali costringe a rivolgersi agli shop online; nel tutorial che segue spiego come realizzare un buon coupler metallico a bassissimo costo.

Cosa ci serve:

  • un dado cieco: la parte interna deve avere una forma leggermente conica utile all’allineamento della punta del trapano. Quelli con l’interno piatto non vanno bene.
  • la barra filettata
  • una punta da 8,5, una da 5 ed una da 3,25 (può tornare utile anche una da due)
  • un maschio per filetto M4
  • un grano M4
  • un trapano a colonna ed uno normale
  • un pezzo di legno

Le lavorazioni da fare col trapano a colonna sarebbe meglio farle con un tornio, ma ipotizzo che la maggior parte di voi, come me, non possieda questo utilissimo macchinario.

DSC03332

Come prima cosa dobbiamo forare la testa del dado cieco con la punta da 5 mm. Per ottenere un foro il più centrato possibile, dobbiamo “trasformare” il nostro trapano a colonna in un tornio. Per fare ciò basta inserire la punta nel mandrino al contrario, farla scendere e bloccarla nella morsa.

Punta fissata alla morsa

Adesso prendiamo il dado cieco e con l’aiuto di una vite lo chiudiamo nel mandrino del trapano:

DSC03335

Lubrifichiamo con un po di prodotto per taglio dei metalli e foriamo

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Ora dobbiamo forare per lungo la nostra barra filettata; uno dei principali problemi che ho riscontrato è mettere perfettamente in asse l’asta, dato che una foratura non perfettamente calibrata porterebbe a indesiderate oscillazioni. Prendiamo il nostro pezzo di legno (o plastica) lo fissiamo sulla morsa e lo foriamo da parte a parte con la punta da 8,5. Il foro così fatto è perfettamente (o quasi) in asse e farà da guida alla barra che provvederemo a bloccare con due bulloni.

Blocchetto di legno forato

Avvitiamo il nostro dado cieco precedentemente forato e procediamo, sempre dopo opportuna lubrificazione, a forare per lungo la barra con la punta da 5 mm:

Foratura barra filettata

Adesso foriamo su un lato il dado con la punta da 3,25 (torna utile fare un foro guida da 2 mm) e poi lo filettiamo con il maschio M4

Dado forato e filettato

Aggiungiamo il grano e fissiamo al mozzo del motore:

Coupler ultimato e montato

Ovviamente questa è una soluzione di ripiego, che solo in parte si avvicina alla precisione dei coupler in alluminio lavorati al tornio, ma è sempre un esperienza costruttiva.

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