RepRap: la mappa

Con questo articolo desidero fare una mappatura delle RepRap presenti sul territorio italiano. Siccome non è una macchina molto diffusa mi farebbe piacere scoprire se c’è qualcuno in zona che la possiede per eventualmente scambiarsi materiale e consigli di persona.
N.B: la maggior parte degli utenti che si sono segnati sulla mappa li potete contattare tramite il forum RepRap Italia o il gruppo RepRap Italia

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RepRap: rivestimento piatto di stampa

Un aspetto fondamentale per ottenere un’ottima stampa è la scelta del giusto materiale per il rivestimento del piatto. L’utilizzo di uno non idoneo può causare il distaccamento dei primi strati dal letto e la conseguente deformazione dell’oggetto.

Premetto che verrà “trattato” il piatto di vetro che viene poi posto in cima al piatto scaldato; in questo  modo potremo avere a disposizione un set di vetri con caratteristiche diverse da scegliere in base alle lavorazioni.

I materiali che sono indicati sui siti e forum sono molteplici, io ne ho selezionati quattro; per ognuno di essi darò un voto alla tenuta, alla facilità di applicazione, alla facilità di distaccamento dal piatto, alla reperibilità, al costo ed un voto finale. Come supporto uso una semplice lastra di vetro.

I materiali sono:

  1. Scotch di cartone, quello che si trova nelle comuni ferramenta
  2. Scotch di Kapton
  3. Vinavil
  4. Award, il composto messo a punto da Kent’s Strapper

Ci sarebbe anche un quinto materiale che è una parte di ABS sciolta in due parti di acetone, ma siccome non mi fido nel fare il piccolo chimico (specialmente per eventuali vapori che si libererebbero nella fase di stampa) non l’ho testato.

Scotch di cartone

Plastiche: PLA

Piatto scaldato: non necessario, ma consigliato a 50°

Può essere utilizzato solo con il PLA ma inadeguato con l’ABS; quest’ultimo estrudendo a 210/220 gradi rovina lo shotch che tende a staccarsi dal vetro. Inoltre non c’è sufficiente adesione tra i due materiali e l’oggetto si inarca rovinando la stampa.

Voto:

  • Tenuta: 8 (solo con il PLA)
  • Applicazione: 6 (è abbastanza laborioso stenderlo senza che si creino grinze o bolle)
  • Distaccamento: 9
  • Reperibilità: 10
  • Costo: 10
  • Voto finale 6

Il voto finale è influenzato dal fatto che lo scotch di cartone può essere usato solo con il PLA. Quindi a meno di non disporre di più piatti, conviene dotarsi di qualcosa che vada bene anche per l’ABS.

Scotch di Kapton

Plastiche: PLA, ABS

Piatto scaldato: fondamentale,  consigliato a 110°

Lo scotch di Kapton necessita di un buon piatto scaldato, infatti a temperature al di sotto degli 80° l’ABS tende a staccarsi e curvarsi. Quindi non è buono dal punto di vista della tenuta, ma questa particolarità permette un agevole rimozione dell’oggetto una volta conclusa la stampa. Nell’applicarlo senza che si formino bolle ci vogliono due persone e molta pazienza.

Voto:

  • Tenuta: 6
  • Applicazione: 4 (è abbastanza laborioso stenderlo senza che si creino grinze o bolle)
  • Distaccamento: 10
  • Reperibilità: 4 (ho dovuto comprarlo su ebay e farmelo spedire dall’Inghilterra)
  • Costo: 5
  • Voto finale 5

Il costo elevato, la difficoltà di repribilità e le non ottime prestazioni me lo fanno sconsigliare nella scelta. Può andar bene nella stampa di oggetti a base larga ed altezza bassa per la facilità di distaccamento.

Vinavil

Plastiche: PLA, ABS

Piatto scaldato: fondamentale,  consigliato a 110°

La colla Vinavil è molto semplice da applicare ed anche da rimuovere. Basta stenderla con un semplice pennello e per toglierla basta acqua tiepida e la spatola; nel complesso ha ottime prestazioni, l’unica pecca è che bisogna riapplicarla dopo 3/4 stampe altrimenti l’oggetto tende ad avere difficoltà nello staccarsi dal piatto.

Suggerimento: ultimata la stampa lasciate raffreddare perfettamente il piatto di stampa (35° circa) ed il pezzo verrà via con facilità con l’aiuto della spatola.

Voto:

  • Tenuta: 8
  • Applicazione: 10
  • Distaccamento: 8
  • Reperibilità: 10
  • Voto finale 8

La facilità nel reperirla, il costo contenuto e le ottime prestazioni me la fanno consigliare; la rimozione dell’oggetto è più agevole se si stampa anche il raft. Per dovere di cronaca alcune persone hanno avuto dei problemi ed in alcuni casi si è anche intasato l’iniettore; si reputa che la causa sia una non ottimale distanza dell’estrusore dal piatto. Io personalmente non ho avuto nessuna difficoltà.

AWARD

Plastiche: PLA, ABS

Piatto scaldato: non necessario, ma consigliato

AWARD è l’acronimo di Anti Warping And Retraction Deformation ed è un “collante” a base acrilica ideato dagli amici di Firenze di Kent’s Strapper in collaborazione con un chimico. Si presenta in forma liquida e va steso con un pennello come per la Vinavil. Questo ha una tenuta elevata e di sicuro non avrete alcun problema di deformazione ed inoltre non necessita di un piatto scaldato. Di contro la tenuta troppo forte impedisce un agevole recupero dell’oggetto e per quelli a base larga ho avuto difficoltà; altro punto debole è la relativamente “difficile” reperibilità poiché la miscela chimica è segreta, quindi dovrete per forza rivolgervi a loro.

Voto:

  • Tenuta: 10 (extra strong)
  • Applicazione: 10
  • Distaccamento: 6
  • Reperibilità: 6
  • Voto finale 8

Se avete problemi legati alla deformazione del pezzo sicuramente l’AWARD è la scelta obbligata; consiglio vivamente l’utilizzo del raft per facilitare le operazioni di rimozione.

Concludendo io consiglio l’utilizzo o della Vinavil oppure dell’AWARD; ovviamente il secondo è un prodotto professionale e può tornare utile nella stampa di modelli di grandi dimensioni dove le tensioni causate dalla plastica che si raffredda possono compromettere la qualità finale.

 

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RepRap: Memoir’44 supporto alle truppe

Memoir’44 è un gioco da tavolo in scatola, con mappa a esagoni e ripercorre le battaglie della II Guerra Mondiale; creato da Richard Borg e prodotto dalla Days of Wonder. Il titolo è prevalentemente di tattica. wikipedia

Che c’entra la stampante 3D con un gioco da tavolo? Il tutto nasce dalla difficoltà di spostare la fanteria da un esagono all’altro; da qui l’idea di creare un supporto plastico per agevolare lo “spostamento truppe”.

Il modello è stato creato con blender e dopo oppurtune modifiche al file .stl (a breve una guida) è stato stampato il prototipo; con questo voglio sottolineare le potenzialità di questa macchina dove grazie ad un po’ di abilità grafica e tecnica, l’unico limite che rimane è la propria fantasia.

Qui i sorgenti del modello blender ed il Gcode

 

 

 

 

 

 

 

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RepRap: alimentatore del PC o dedicato?

La stampante 3D RepRap ovviamente per funzionare ha bisogno di un alimentazione. Nei vari forum e Wiki, viene citata la possibilità di utilizzare un vecchio alimentatore per PC opportunamente modificato come sorgente. È una buona idea oppure è meglio comprare un alimentatore dedicato? Se si, che caratteristiche deve avere?

Per rispondere a questa domanda bisogna  analizzare tre casi:

  1. Stampa senza bed riscaldato (si può stampare solo PLA e non ABS)
  2. Stampa con bed riscaldato comprato
  3. Stampa con bed riscaldato autocostruito

Nel primo caso dovete fare molta ATTENZIONE alle specifiche della vostra scheda elettronica. Io uso una RAMPS 1.4 senza diodo 1N4004 che accetta tensioni che oscillano dai 12 volt fino a 35. Non tutte le schede hanno questa caratteristica e sopratutto non sempre vengono forniti 12 volt precisi; quindi prima di rischiare di bruciar tutto controllate col voltmetro la tensione effettivamente erogata (io ad esempio ho 16 volt!). Se tutto rientra nei limiti non ci sono problemi, infatti la corrente necessaria per portare e mantenere in temperatura l’hotend ed alimentare i motori non supera i 3 Amper a 12 Volt. Quindi ci basta un alimentatore anche da 100 watt (3*12=36), l’importante è che l’uscita supporti la corrente necessaria. Per essere certi di avere le giuste caratteristiche basta leggere la targhetta delle specifiche:

Consiglio di utilizzare alimentatori in grado di fornire 15 Amper. Ricordatevi anche di utilizzare cavi adatti, altrimenti rischiate che prendano fuoco. Vanno bene anche gli alimentatori dei portatili i quali hanno anche una tensione stabilizzata e quindi ottima alle nostre esigenze, l’importante è che forniscano la corrente necessaria.

Nel secondo caso oltre ai 3 Amper per l’estrusore ed i motori, vanno aggiunti ulteriori 5 Amper per il bed; infatti questo ha una resistenza di 2,5 Ohm. Anche in questo caso, dopo i dovuti controlli, si può procedere come al punto 1.

Se invece ci siamo costruiti il Bed, purtroppo siamo oltre i limiti del nostro alimentatore. La resistenza equivalente è di circa 1,3 Ohm il che implica correnti anche superiori ai 10 amper che sommate ai 3 Amper dell’estrusore portano a far scattare le protezioni. Personalmente non ho mai visto alimentatori per PC che fornissero più di 15 amper il che ci porta a dover comprare un alimentatore dedicato. Per nostra fortuna quelli che forniscono 30 A a 12 V non costano tantissimo e con 25 euro comprese spese di spedizione ce li portiamo a casa da Ebay.

Concludendo, suggerisco di fare comunque questo piccolo investimento e di acquistare un alimentatore specifico che garantisce una corretta tensione e tutta la corrente necessaria.

 

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Ortosultasto, il web aiuta l’agricoltura a km zero!

Che il web possa aiutare il business delle aziende ormai è un dato di fatto ed avere integrato sul proprio sito uno “Shop” con i propri prodotti aumenta esponenzialmente le possibilità di vendita. Ovviamente i primi prodotti che incominciarono ad essere venduti su internet erano cose facilmente trasportabili e difficilmente deperibili come libri, elettronica, vestiti, etc (Amazon, Ebay, etc).

Però negli ultimi anni hanno iniziato a comparire anche dei veri e propri “supermercati virtuali”, dove il cliente da casa sceglie i prodotti tra i quali anche frutta fresca, carne, etc e gli vengono comodamente recapitati. Parallelamente a questa tipologia di servizio ci sono anche i Gruppi d’Acquisto Solidale, che esistono da decenni, ma che grazie alle qualità sociali e comunicative della rete hanno aumentato il loro raggio d’azione.

I primi sono gestiti generalmente da grandi catene di distribuzione e forniscono quasi esclusivamente i prodotti che si trovano in un comune supermercato, con la comodità della consegna a domicilio, mentre i secondi hanno più un carattere sociale e richiedono un minimo di partecipazione al gruppo oltre a non avere (tranne in qualche raro caso) una consegna domiciliare.

Tra queste due realtà si è creato il suo spazio il portale www.ortosultasto.it

Si tratta di uno shop online tutto friulano dove ad essere in vendita sono prodotti ortofrutticoli, e non solo, a km zero con la possibilità della consegna a domicilio (o in ufficio). Il portale fa da tramite tra il produttore ed il consumatore e le consegne vengono effettuate ogni mercoledì della settimana.

Il sistema è molto semplice: dopo un’iscrizione e con un ordine minimo di 10 euro potrai ricevere comodamente tutto quello che la regione ha da offrire in stagione. Altro aspetto interessante è che per ogni prodotto viene fornita una scheda del produttore. Affiancato al negozio c’è anche un blog con consigli e ricette per i prodotti a disposizione.

Un altro esempio di come il web possa creare opportunità lavorative laddove non si era neppur pensato e di come il nostro paese debba investire sempre di più nelle autostrade digitali e non congelare i pochi spiccioli messi a disposizione per abbattere il digital divide.

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