Slic3r 1.2.5 experimental is out!

Il nostro instancabile Alessandro ha appena rilasciato la versione 1.2.5 di Slic3r!

Moltissime le novità tra le quali la possibilità di ruotare i pezzi lungo tutti gli assi, un anteprima 3d fighissima degli STL e molto altro ancora! Grazie Ale!

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Slic3r 1.2 – layer infill avanzato

A seguito di questa discussione sul forum RepRap Italia e a una chiacchierata con Alessandro, ho deciso di scrivere una guida sulla gestione avanza degli infill in Slic3r.

Con le nuove funzionalità ora è possibile variare la densità dell’infill all’interno dell’oggetto. A cosa serve? In alcuni modelli particolari può tornare utile avere densità diverse, come ad esempio nel manico di un ukulele. Infatti nella stampa dello strumento era necessario rinforzare la zona tra la paletta e il manico; ma questo comportava dover stampare ad elevata densità anche il resto del manico, con spreco di materiale, tempo ed eventuali problemi di warping.

Per ottenere ciò innanzitutto dobbiamo andare a creare un solido corrispondete allo zona in cui vogliamo variare l’infill:Sezione variazione infill

Nel caso sopra ho fatto una sezione completa dell’oggetto (il prisma), ma avrei potuto fare anche solo una porzione, oppure una sezione dell’area interna. Procediamo con l’esportare in formato STL del modificatore.

Importiamo normalmente in slic3r il nostro modello e ci clicchiamo sopra col tasto destro e selezioniamo “settings”:

Slic3r

ora clicchiamo su “Load Modifier”:

Slic3re selezioniamo l’stl del modificatore, che comparirà sovrapposto graficamente all’oggetto:

slicercon l’stl del modificatore selezionato, clicchiamo sul tasto verde con il “più” e dal menù che ci si apre selezioniamo Infill -> fill density:

Slicere poi variamo la densità:

Schermata-3Ed ecco il risultato:

Schermata-3Possiamo anche aggiungere più modificatori per oggetto, ottenendo ad esempio il seguente risultato:

Schermata-3Nella prossima guida vedremo come personalizzare le geometrie interne dell’infill, con una qualsiasi forma da noi creata.

 

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RepRap: quali rivenditori per l’elettronica?

Una delle domande che ricorre più spesso nel forum RepRap Italia è dove comprare i vari pezzi per la stampante. Le componenti meccaniche io consiglio di reperirle presso negozi specializzati della vostra zona, a meno che non abbiate già esperienza nel campo della meccanica e sappiate esattamente cosa andate a comprare in rete. L’elettronica invece per ora è solo reperibile on-line o in un ristretto numero di negozi nelle maggiori città: quindi da chi comprarla?

Premetto che se andrete usare board basate su Arduino, quest’ultima è facilmente reperibile anche nei più sforniti negozi di elettronica e personalmente preferisco spendere 5 euro in più, che andranno a finanziare il progetto (ed il negoziante locale), piuttosto che comprare la solita board clone made in Cina (sulla cui qualità ce n’è da discutere).

Dopo parecchie prove, frustrazioni (sono io incapace o è la board che fa schifo?) ho trovato due fornitori:

  1. RepRap Discout che mi fornisce la Ramps 1,4, i driver, ed il pannello LCD
  2. Lulzbot che mi fornisce i motori e gli endstop. Entrambe queste componenti si potrebbero prendere anche da altri fornitori, ma siccome prendo il loro estrusore, risparmio sulle spese di spedizione.

RepRap Discount: la loro sede è a Hong Kong e spediscono con Fedex e qui c’è l’unico problema con questo fornitore. I costi del corriere sono di 25 dollari ed il pacco potrebbe essere intercettato dalla dogana dove ci aggiunge l’IVA. In compenso il pacco è ben fatto, con abbondante imballaggio antiurto e la consegna avviene entro 5 giorni lavorativi (in un occasione mi è arrivato dopo 2 giorni).

Vediamo come si presenta il materiale:

Materiale RepRap discount

La scheda elettronica, il pannello LCD ed i driver sono all’interno di un ulteriore custodia in plastica avvolti nel pluriball. Inoltre comprensiva nel prezzo della ramps c’è anche tutta la cavetteria necessaria e già cablata con i molex, che generalmente negli altri siti viene fatta pagare a parte.

La Ramps: l’elettronica è di ottima fattura, la scheda è già dotata di tutti i PIN utilizzabili (quindi se volete aggiungere il pannello LCD non dovete star li a perdere tempo a saldarli perché mancanti) e sono perfettamente perpendicolari al PCB, cosa non sempre scontata. È presente il famoso diodo per l’alimentazione dell’Arduino, quindi basta alimentare la RAMPS senza ulteriori sorgenti; tutto è perfettamente predisposto per l’autonomus printing. Il Mosfet del D8 (quello per il piano scaldato) è dotato di dissipatore per prevenire le rotture da surriscaldamento e le entrate di alimentazione sono estraibili, cosa molto pratica quando si vuole fare manutenzione o sostituzioni. Oltre alla cavetteria è incluso anche il modulo per la micro SD:

DSC04133 DSC04135 DSC04137Il pannello LCD: anche questo è dotato della pratica confezione in plastica, la qualità generale è molto elevata e sono presenti i zoccoletti di innesto alla RAMPS. Quindi non sono necessarie saldature e perdite di tempo varie, lo si toglie dalla confezione e lo si installa. Nella confezione è  presente anche una SD da 8GB (prima era da 4, penso che le aggiornino man mano che le esauriscono).DSC04138

I Driver: anche qui viene confermata la qualità e vengono forniti con il loro dissipatore ed anche con il collante necessario! Una cosa che mi ha stupito è che sono già tarati nelle impostazioni ottimali fornite dal produttore; scarti, inserisci e stampi!

DSC04139La cavetteria: la foto dice tutto.

DSC04140I motori: come anticipato sopra, per questi mi rifornisco da LulzBot. Sebbene la loro sede sia negli USA, riesco a spedire dal Regno Unito, quindi i costi di spedizione non sono particolarmente elevati e sopratutto non c’è il rischio delle tasse doganali. Ogni singolo stepper è dotato della sua confezione e relativo imballo, ma la cosa principale è che l’asse è fresato. Questa lavorazione permette ai nostri grani una migliore presa sull’asse diminuendo il rischio che le pulegge o ingranaggi slittino:

DSC04141 DSC04146Il materiale che vi ho indicato ovviamente costa leggermente di più rispetto a molti shop online o venditori su Ebay, ma la qualità, il materiale in più fornito (lettore sd, cavetteria, scheda SD) e il servizio clienti, vi faranno risparmiare un sacco di tempo e frustrazioni.

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3D Printing Creative: the makers magazine

In questi giorni trovate in edicola 3D Printing Creative una rivista dedicata al mondo della stampa 3D e della prototipazione rapida in generale. Purtroppo ho dovuto passare un bel po’ di rivendite prima di trovarlo:

3D printing creativeSi tratta di un bimestrale (quindi il prossimo numero uscirà a settembre) edito da New Business Media Srl, dal costo di 4 euro. Il sito di riferimento è www.3dprintingcreative.it, dove potrete ritrovare anche alcune notizie pubblicate ed è composto da un centinaio di pagine con circa una 40ina tra articoli, interviste e notizie brevi.

La carta di stampa è buona ed anche l’impaginazione è molto accattivante e ben strutturata; buone sono anche le fotografie e gli articoli/interviste che si alternano a notizie “flash”, in modo da non rendere pesate la lettura. Ovviamente sono presenti delle inserzioni pubblicitarie, ma non in modo invasivo come in altre riviste.

Passando ai contenuti, dividerò l’analisi in tre parti: cosa mi è piaciuto, cosa non mi è piaciuto, cosa avrei gradito leggere.

Cosa mi è piaciuto:

Molti articoli sono incentrati su aziende che hanno fatto della stampa 3D il loro core business; l’aspetto interessante è come lo stesso principio tecnologico è stato applicato a diverse esigenze aziendali da cui prendere ovviamente ispirazione per i nostri esperimenti casalinghi (come ad esempio la stampa di cibo). Ci sono approfondimenti relativi anche a campi sperimentali, come ad esempio quello medico; ben fatto ed esaustivo l’articolo sui materiali per le macchine FDM e la panoramica sulle varie tecnologie additive ora disponibili.

Anche le notizie flash, oltre ad alleggerire la lettura, forniscono molte idee interessanti ed alternative.

Cosa non mi è piaciuto:

Ci sono ben tre articoli sui FabLab; ovviamente è bello che si sia trattato l’argomento, ma tre articoli li trovo eccessivi, dato che erano anche un po’ ripetitivi (letto uno, letti tutti). Secondo me potevano starci tutti e 3, ma invece che fare una presentazione generica, avrei chiesto: voi con le stampanti 3D al FabLab di Parma cosa ci fate? Che progetti avete in piedi? Progetti futuri? Stessa cosa per i FabLab di Roma. Quindi mettere un po’ di carne al fuoco.

La recensione: a Pag. 94 c’è un articolo sulla famosa Hamlet3DX100 commercializzata da una nota catena di rivenditori d’elettronica. Mentalmente penso, “finalmente un articolo che analizza come funziona”, problemi, un voto sulla qualità/prezzo (anche con la prospettiva di articoli futuri simili nei prossimi numeri). Purtroppo le mie speranze sono velocemente vanificate, perché sembra di leggere direttamente la descrizione che si trova nel web.

Sono presenti articoli anche sui vari software, ma oltre a dire fa questo, fa quello, non c’è un approfondimento o un minitutorial che possa guidare il lettore nei primi passi all’utilizzo.

Cosa avrei gradito leggere:

Sicuramente una recensione fatta bene delle varie tipologie di stampanti 3D che il mercato offre; ovvio non penso che allo stato attuale la redazione possa farsi spedire in sede una Fortus 900mc della Stratasys per eseguire dei test, ma magari inviare ai vari centri di stampa un modello di test e sulla base di quello e dei dati macchina, fare un raffronto non sarebbe una cattiva idea.

Qualche mini tutorial sui programmi per la gestione delle stampanti o degli scanner 3D lo avrei trovato molto interessante; ovvio alcuni software sono legati alla macchina, ma c’è un mondo di soluzioni più o meno OpenSource, che potrebbero occupare tranquillamente i prossimi 10 numeri della rivista.

Conclusioni:

In linea di massima i 4 euro li vale; di certo non è una rivista prettamente tecnica e spero che nei prossimi numeri osino un pochino di più, analizzando più nel dettaglio alcuni aspetti riportati sopra.

 

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RepRap: una Prusa I3

Ho appena finito di costruire una Prusa I3 per un cliente. Siccome è stato usato acciaio tagliato al plasma, il risultato ha un design molto accattivante. Ecco alcune foto:

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