Bug su RepetierHost 0.85c per linux.

Premessa all’articolo:

Sistemi operativi utilizzati:

  • Linux Mint 12 con kernel 3.8.3-030803-generic
  • Linux Mint 14

con Mono aggiornato all’ultima versione disponibile in entrambi i sistemi.

Oggi ho provato l’ultima versione di RepetierHost per linux, la 0.85c, anche per testare le ultime novità di Slic3r 0.9.9.

Purtroppo ho riscontrato subito un bug che penso dipenda da Repetier. Il modello con cui ho fatto le prove, corretto con netfabb e senza presenza di errori, è il seguente:  modello.

Il problema consiste nell’errato slicing del nostro oggetto; come di consueto carico il file

Repetier 1

ma il G-Code generato di slic3r è il seguente:

Repetier 2È  facile vedere come sia stato generato un G-Code totalmente errato, come se ci fosse stata un estrusione della base, creando di fatto una specie di mattonella.

Per fugare un qualsiasi dubbio legato a Slic3r, ho ripetuto l’operazione generando il codice direttamente da questo, ed il risultato è il seguente:

Repetier 3Poi ho proceduto con la prova del nove, ed ho ripetuto l’operazione con RepetierHost 0.84, senza riscontrare errori.

Qualcun’altro ha avuto gli stessi problemi? Qualcuno può testare il modello con Repetir per windows?

 

 

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Low-Cost 3D Printing: il primo libro!

Dal 6 all’ 8 maggio ho partecipato al “First International Workshop on “Low-cost 3D Printing for Science, Education and Sustainable Development”” tenutosi presso l’ICPT di Trieste.

Sono stati 3 giorni fantastici dove si sono incontrati i principali esponenti e sviluppatori delle stampanti 3D a basso costo, oltre ai programmatori ed a tutte quelle persone che per un motivo o l’altro hanno a che fare con il 3D.

Le applicazioni delle stampanti oramai stanno spaziando in tutti i settori e nei prossimi anni si vedranno delle applicazioni fino ad ora impensabili.

Per l’evento, i curatori del laboratorio 3D dell’ICPT, E. Canessa, C. Fonda, M. Zennaro e G. Fior hanno scritto un libro che trovo doveroso leggere prima di cimentarsi con una qualsiasi stampante.

Il libro ovviamente è rilasciato in CC e si può scaricare al seguente indirizzo:

http://www.ictp.it/about-ictp/media-centre/news/2013/4/a-guide-to-the-third-dimension.aspx

Low cost 3d printing

Prima di chiudere, vi lascio col primo intervento del nostro Alessandro nazionale; nello stesso canale youtube troverete anche tutti gli altri interventi dei relatori.

 

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Fiera del Radioamatore

Con il presente desidero ringraziare tutti i visitatori della fiera del Radiomatore di Pordenone, che hanno dedicato un po’ del loro tempo ad informarsi delle iniziative e dei progetti del PnLug presso la LinuxArena.

Per quelli che hanno espresso curiosità relativamente alle stampanti 3D, comunico che il modello esposto di grandi dimensioni con il doppio estrusore è commercializzato dalla ditta Kentstrapper e per ulteriori informazioni potete rivolgervi direttamente a loro (il modello non è ancora presente nello shop, ma già disponibile).

Per chi invece vuole cimentarsi nella costruzione di una stampante posso fornire tutti gli elementi plastici necessari alla costruzione; invece se avete solo necessità di qualche modellino plastico, fornisco anche servizio di prototipazione rapida. Per info contattatemi tramite l’apposito modulo presente nel blog.

Ovviamente ho una P.I e fornisco regolare fattura.

Ivan

 

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Slic3r 0.9.9 is out!

È finalmente disponibile la nuova versione di Slic3r, che potete scaricare al solito indirizzo: www.slic3r.org.

Una delle novità più gustose ed attese è sicuramente l’implementazione del Raft!!! :-)

Per chi non lo sapesse il Raft è una “suoletta” a griglia che si stampa prima dell’oggetto desiderato; serve sopratutto ad evitare deformazioni (specialmente se si stampa in ABS) e facilita la rimozione dal piatto.

Alessandro, come al solito, ottimo lavoro!

Raft su slic3r

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Video talk Raspberry PI

È disponibile sul canale youtube del PnLug il video dell’OpenTalk “Raspberry PI: il computer tascabile” tenuto da Stefano Morandi.

Durante la serata è stata analizzata questa piccola board e tutte le sue potenzialità, nonché limiti; il tutto accompagnato con esempi pratici e progetti realizzati sia dal relatore che dalla comunità. Un video imperdibile per chi è interessato a questo piccolo PC

 

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È nato RepRap Magazine

Sono felice di annunciare la nascita di un magazine On-Line dedicato interamente alle stampanti 3D RepRap ed a tutto il mondo che gli gira attorno.

In questo numero segnalo, molto interessanti, l’intervista a Adrian Bowyer (papà della reprap) e un approfondimento sul software per lo slicing. Buona lettura a tutti!

Sito:

http://reprapmagazine.com/

Reprap Magazine

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RepRap: vinavil e piatto di stampa.

La Vinavil e attualmente il migliore rivestimento, se si usa l’abs, per il bed in alluminio poiché ha le seguenti caratteristiche:

  •  facile reperibilità;
  •  costo contenuto;
  •  facile lavorazione;
  • ottima tenuta.

A seguito di moltissime prove ed osservazioni ho concluso che non tutte le marche di colla sono idonee e che inoltre bisogna procedere con una determinata lavorazione al fi ne di ottenere le prestazioni migliori.
Le marche selezionate sono la “Stella Bianca NPC”e la “Pritt” che hanno delle caratteristiche differenti, ma che sommate forniscono le prestazioni
desiderate.

Vinavil
La colla “Stella Bianca” ha un altissima adesione sia con la superficie in
alluminio sia con la plastica fusa; questo comportava un difficile distacco dell’oggetto dal bed con possibili rotture. Invece la colla “Pritt” non ha un elevata adesione all’alluminio, ma ottima per la plastica; ciò comportava delle deformazioni poiché la colla si staccava dal bed durante la stampa.

Il procedimento di lavorazione e il seguente:

  •  pulizia del piatto in alluminio con solventi;
  •  stesura tramite pennello di un primo strato di colla Stella Bianca in direzione X:
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  stesura del secondo strato di colla Stella Bianca in direzione Y;
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  stesura dell’ultimo strato di colla Pritt in direzione obliqua;
  •  attendere la completa e naturale asciugatura della colla;
  •  trattare termicamente il bed con un phon industriale (reperibile nelle ferramenta);

Il bed così trattato ha le migliori prestazioni fino ad oggi ottenute e non necessita dell’heatedbed.

Per rimuovere facilmente tutti questi strati colla, basta immergere la piastra di alluminio in una vasca piena d’acqua; dopo un oretta con l’aiuto di una spatola, si potrà procedere col la rimozione.

Rimozione vinavilOvviamente per ottenere i migliori risultati, la calibrazione del piatto e la distanza del nozzle da esso, deve essere perfetta!

 

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RepRap: il nozzle da 0,25 mm

Oggi vi riporto l’esperienza di Ivan Battistella con un nozzle da 0,25. Ringrazio Ivan per la disponibilità ed il resoconto che potrebbe tornare utile a chi ha bisogno di più definizione di stampa.

Vi racconto la mia prima esperienza con un Nozzle da 0.25mm. Nel mio kit di montaggio della Prusa i3 era incluso un Nozzle da 0.5mm; dopo le prime stampe mi sono accorto che la risoluzione era insoddisfacente per le mie esigenze.

Visto che dovevo ordinare del nuovo PLA e dell’ABS, ho chiesto a RepRapSource.com (il mio fornitore) se era possibile avere un Nozzle 0.25 (non presente in listino). Gentilmente il personale del portale mi contatta e mi avvisa che il Nozzle esiste, ma di assicurarmi di avere sempre il filamento pulito per un ottimale stampa.

Colgo l’occasione per ridisegnare tutto il sistema di raffreddamento, basato su una ventola, che accompagna il Nozzle; generati e collaudati i nuovi supporti plastici, monto finalmente l’estrusore. Imposto i parametri di slic3r in proporzione rispetto ai miei vecchi parametri per il nozzle 0.5.

Eseguo le prime stampe di taratura con un filamento da 3mm di ABS nero: il classico wall da 20 mm 20 mm.

Mi riesce al primo colpo, e incredibilmente lo spessore della parete è 0.15mm tanto sottile da essere pieghevole.

Tento una stampa più complessa e qui iniziano i problemi: il nozzle si blocca o il perno che trascina il filamento scava un solco su di esso e smette di spingere la plastica. Dopo alcuni tentativi capisco che l’unica soluzione è alzare la temperatura di una 15° di gradi e di ridurre della metà la velocità di stampa (15m/s).

Inizio una nuova stampa, ma è impossibile riuscire ad attaccare il primo layer (0.14mm); tento più volte di tarare l’origine dell’asse Z, ma 0.14 mm sono una risoluzione ai limiti degli strumenti di misura di cui dispongo.

Calibro

Poi mi viene in mente una soluzione semplice ma efficace: inizio una stampa di un rettangolo 50×50 mm e mentre l’estrusore sta stampando i primi layer correggo al volo l’altezza del piano di lavoro in modo che la plastica aderisca bene, anzi forse anche troppo bene!

Ed ecco la mia prima stampa in ABS pronta e completata dopo 4 ore di lavorazione:

Ingranaggio stampato in ABS con nozzle da 0.25 mm

Ingranaggio stampato in ABS con nozzle da 0.25 mm

Purtroppo l’elemento era troppo attaccato al piano e nel cercare di staccarlo si è spezzato (forse ho usato troppa vinavil)

Come si può notare dalla foto alcuni parametri di slic3r vanno ancora coretti (come per esempio l’infill e l’altezza layer): imposto il primo layer a 0.14 mm mentre gli altri a 0.15mm.

Nuovo tentativo, ma questa volta utilizzando PLA:

Stampa in pla con nozzle da 0,25 mm

Il PLA a differenza dell’ABS è più fluido e scorre più facilmente, infatti dopo aver impostato i soliti parametri del nuovo filamento, alzo un po’ la temperatura (bastano pochi gradi) e la prima stampa va a buon fine al primo colpo con una qualità ottima.

Conclusioni:

La risoluzione con Nozzle 0.25mm è ai limiti di tolleranze della mia stampante, con l’ABS è molto difficile eseguire il primo Layer ed alcune volte l’estrusore tende a bloccarsi, mentre con il PLA le cose vanno un po’ meglio e ci sono anche alti margini di miglioramento. Forse le geometrie dell’estrusore sarebbero un po’ da rivedere od utilizzare con un filamento più sottile, infatti con quello da 3 mm la pressione che deve esercitare il motore passo passo è molto elevata e spesso gli step richiesti sono troppo pochi e quindi imprecisi.

Stampa con nozzle da 0,25

 

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Appuntamenti OpenSource in Friuli

Negli ultimi anni le attività e gli eventi legati al mondo dell’OpenSource hanno avuto un vivace ed energico sviluppo in Friuli, sia dal punto di vista dell’offerta che della qualità.

Ovviamente il contributo fondamentale è arrivato dai vari gruppi ed enti sparsi sul territorio (AsCI, PNLug, DiTeDi) che hanno aiutato a far conoscere le offerte e le potenzialità di questa “filosofia”.

Inizio col segnalarvi la nascita dell’Associazione Pordenone Linux User Group nella veste associativa (esiste già da diversi anni il Lug, ma ora ha ufficializzato la struttura); le iscrizioni sono aperte e le attività sono segnalate nell’apposita pagina oltre che sulla pagina FaceBook. Imperdibile sarà l’appuntamento presso la LinuxArena alla Fiera del Radioamatore (27-28 aprile 2013 PordenoneFiere), sia per gli interessanti OpenTalk, sia per la possibilità di conoscere i membri dell’associazione.

Continuano anche gli appuntamenti organizzati dal DiTeDi con aperitivi e corsi introduttivi alle varie tipologie di software utili al nostro lavoro e/o al tempo libero.

Dal punto di vista del Mobile segnalo Android Day Udine che introdurrà il visitatore nel mondo del SO targato google:

(dal sito) nella mattinata una sessione ti porterà alla scoperta delle basi su come iniziare a programmare in Android (Getting Started), affiancata da una sessione Building Apps più avanzata sul riconoscimento e sintesi vocale.
Nel pomeriggio vengono trattati argomenti come NFC, Maps e riconoscimento facciale.

Auguro a tutti gli organizzatori un “in bocca al lupo” per le loro attività, con la speranza che grazie al loro lavoro, sempre più persone, aziende e PA siano più consapevoli nella scelta delle soluzioni IT.

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Un’idea smart per la gestione dell’acqua.

Il problema idrico in Italia negli ultimi anni si è fatto sempre più presente e costoso; anni di cementificazione selvaggia, sfruttamento eccessivo delle falde, cambiamenti climatici, hanno portato a situazione dove l’acqua abbonda fin troppo (alluvioni) e situazioni dove non ce n’è a sufficienza (siccità).
Molto spesso di legge sui giornali locali di progetti per la realizzazione di bacini di stoccaggio o di casse di espansione utili per regolare i sempre più aleatori flussi d’acqua ed evitare i danni; ovviamente le aree destinate a questa tipologia d’impianti sono sempre meno e dove c’è la possibilità ci si scontra con la comunità locale, che di certe soluzioni, non ne vuole sapere. L’acqua delle lungaggini burocratiche e dei corsi e ricorsi se ne frega e quando deve uscire lo fa senza tanti problemi.
Una possibile piccola soluzione potrebbe essere l’unione della tecnologia Vehicle to Grid con il recupero delle acque grigie e piovane; la prima tecnologia citata consiste semplicemente nell’utilizzare la capacità di accumulo della batterie delle auto elettriche (quando ce ne saranno qualche milione in giro per la nazione) per mitigare i picchi e le penurie di corrente, mentre la seconda è una semplice tanica con un adeguato sistema idraulico, che permette di riutilizzare le acque grigie e piovane per gli sciacquoni e per irrigare il giardino.

L’idea consiste di dotare tutte le costruzioni residenziali e non (tipo allevamenti e industrie) di serbatoi capaci di stoccare sia modeste  che grandi quantità di acqua; tutti questi serbatoi devono essere dotati di una elettrovalvola attivabile a distanza e collegata alla Grid.

Il tutto viene gestito da una centrale operativa di controllo da remoto; se viene prevista un onda di piena oppure un temporale particolarmente forte in una determinata zona, vengono preventivamente fatti svuotare tutti i serbatoi. Il volume che viene a crearsi servirà ad assorbire l’eventuale eccesso di acqua che il sistema fognario non sarebbe in grado di sostenere. Invece di avere un unico grande invaso si avrebbe una distribuzione dei volumi su tutto il territorio.

Altra possibilità è lo stoccaggio di acqua per i periodi di siccità: con opportune strutture idriche si potrebbe portare l’acqua dove ce n’è più bisogno; inoltre il riutilizzo delle acque grigie per gli scarichi e l’irrigazione del giardino (o dell’orto) fa risparmiare moltissima acqua potabile preziosa, che altrimenti andrebbe sprecata.

Io sono un elettronico e dico che un elettrovalvola attivabile da distanza non è per nulla difficile ne costosa; è da valutare se questo sistema potrebbe portare dei benefici dal punto di vista della regolamentazione dei flussi e se sia equiparabile ad uno tradizionale che può stoccare diverse migliaia di milioni di metri cubi d’acqua. Voi cosa ne pensate?

Sistema di recupero acque piovane e grigie

 

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